Come da titolo: vi racconto come sono arrivato fin qui.
"Ti faccio assaggiare una birra particolare: pensa che ha il lievito nella bottiglia, e si vede!!" Parlavamo dei tempi dell'università e delle incursioni nei pub, delle vecchie amicizie, ecc.ecc.. Si parlava di birre particolari ed io gli raccontai di quando a Roma, per alcuni anni, si è tenuta dalle parti di Piramide, una manifestazione estiva promossa (credo) dall'ambasciata irlandese in Italia. Mercatini, memorabilia varia, stand e, ovviamente, birra irlandese. "Era bello vedere la faccia delle ragazze quando ti servivano la Guinness e dal bicchiere trasparente di plastica sembrava decantasse il fango!!" gli raccontavo. E fu così che qualche giorno dopo, l'amico si presentò a casa con una bottiglia di Bonne Esperance (spero di aver scritto bene, non ho voglia di andare a controllare :-PPP). Effettivamente c'era sul fondo una sorta di "fanghiglia" marroncina...comunque , inutile dirlo, la birra mi piacque molto!
Qualche giorno dopo, mi ricordai che alcuni amici di Fondi mi avevano raccontato che avevano provato a fare la birra in casa, ma la cosa non venne tanto bene. Mi sorpresi a ridere pensando alla risposta che mi dettero quando gli chiesi com'era venuta :"E chi l'ha assaggiata!! Dopo qualche giorno siamo andati a vedere, e nel tino c'erano due topi morti affogati!!!" Così cercai su Internet e...arrivai a www.hobbybirra.it ed ai siti di Max Faraggi e Davide Bertinotti. Dopo alcune settimane avevo già cominciato a fare intrugli in cucina con i kit presi da www.mr-malt.it.
Il primo kit fu una bitter della Black Rock. Non male, ma non era quello che cercavo, anche se, a dire il vero, non sapevo ancora cosa era quello che cercavo...sicuramente non era quella birra. A Roma comprai dall'Oasi della Birra a Testaccio due latte della John Bull: una bitter e del malto liquido light, oltre a svariate birre, tra le quali provai per la prima volta Orval, Westmalle, e Hoegaarden.
La birra che venne fuori mi piacque di più della precedente. Nonostante ciò, per svariati motivi non birrificai per oltre un anno. Quando mi decisi a rispolverare (letteralmente) l'attrezzatura, decisi di passare alla tecnica dell'estratto malto + grani speciali. Un pò di giri sulla rete e decisi di provare una ricetta dal sito dell'ottimo Max Faraggi: "bitter -non troppo- ale". L'idea era quella di prendere questa ricetta come base, per poi provarla di volta in volta con ingredienti diversi, per imparare meglio e prendere confidenza con le varie procedure.
Alla terza volta, (dopo molti errori) e con qualche modifica, mi viene un prodotto che mi soddisfa, e per questo decido di verificare i guidizi spedendone un paio di bottiglie al concorso di Massarosa di quest'anno. La birra purtroppo soffre il viaggio ( no, non è una scusa: l'ha scritto anche Kuaska nella scheda. :-PPP) e si classifica nelle ultimissime posizioni.
Però, con l'aiuto di mia moglie Paola, ci siamo sbizzarriti nella creazione delle etichette. Almeno la bottiglia poteva fare la sua porca figura, prima dell'assaggio!!! Eccovi una foto delle bottiglie -con relative etichette- incriminate:
Alla prossima puntata!!
Tony
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