lunedì 17 dicembre 2007

All Grain mini batch 1.0 e le altre

In realtà ci sarebbero molti altri titoli per questo post, e tutti hanno a che fare con la fretta e gli errori che conseguentemente ne vengono fuori !!


Comunque, in questo mese e passa di silenzio da Blog, il lavoro mi ha riempito quei pochi spazi liberi, ma non totalmente... e così ho potuto provare per la prima volta "l'ebbrezza" dell'All Grain, anche se in forma di mini-batch.



Dunque, mi sono procurato per l'occasione due secchi per alimenti, il cui fondo di uno l'ho bucherellato ben bene con il trapano. Sull'altro invece, ho montato un classico rubinetto in plastica. E così un bel giorno che avevo la mattinata libera mi sono cimentato nell'impresa. E qui arriva il primo errore: non avendo mai fatto l'all-grain, ho calcolato male i tempi!! Infatti all'una dovevo essere già pronto per uscire. Iniziando però alle 9,45.....


 


Comunque, la ricetta, tanto per cambiare, è (era) una Dunkel-weizen:


Dunkel-Weizen All Grain


 



























































Brewer:



Tony Manzi



Email:



-



Beer:



-



Style:



Dunkelweizen



Type:



All grain



Size:



3 liters



Color:












21 HCU (~12 SRM)



 







Bitterness:



14 IBU



OG:



1.054



FG:



1.012



Alcohol:



5.4% v/v (4.2% w/w)



Grain:



500g Wheat malt

50g British crystal 50-60L

7g Roasted barley

150g Dextrine malt (Cara-Pils)



Mash:



75% efficiency



Boil:



minutes



SG 1.032



5 liters



Hops:



3g Hallertauer Hersbrucker (5% AA, 60 min.)




 


Ovviamente alla voce "Efficiency" c'è qualcosa di non veritiero... In ogni caso macino i grani ma, non avendo il mulino, provo con una specie di macina caffè. Risultato, un sacco di "farina" (derivant soprattutto dal malto Dunkelweizen) e molti grani intatti. Procedo con il mash. Qui mi sembra che le cose vadano meglio. Dopo qualche tentativo (e qualche distrazione) riesco a capire più o meno come mantenere la temperatura, come funziona l'inerzia termica e via dicendo.


Dicevamo della fretta: durante il mash l'orologio mi avverte che non c'è molto tempo, per cui provo con il test-iodio, ma non ci capisco una mazza!! Con il solo liquido, la conversione risulta completa, con qualche "pezzo" dei grani invece no. Dopo un pò decido che ormai -tra tempo e impegni- è meglio iniziare lo sparge. Riverso piano piano piano mosto e trebbie, attendo che si formi il "letto", apro il rubinetto e....non esce niente!! Cavolo, stuck sparge al primo colpo!!! Cerco di smuovere un pò, ma niente...allora, come dice Fantozzi, "DECISIONE TRAGICA": Prendo il grain bag che avevo ordinato da Birramia, lo applico al secondo secchio e vi riverso dentro quello che c'era nello zapap. Insomma, in un modo o nell'altro riesco a filtrare, ancher se ormai l'ansia per l'ora tarda mi fa saltare svariati concetti, come quello di raccogliere il liquido solo quando diventa più limpido....alla fine, imparata la lezione sul "tempo", porto tutto a bollitura con le normali procedure. Imbottigliato qualche settimana fa, vedremo come sarà. A proposito, ho scoperto che lo stuck sparge si è verificato forse a causa dei buchio troppo piccoli -oltre che dalla farina-.

domenica 11 novembre 2007

Premessa: in famiglia, tutti abbiamo i nostri hobby. Io, la birra; mia moglie i cosiddetti "lavori creativi"; mio figlio, 6 anni, il gameboy con i Pokèmon. Sta di fatto che, mia moglie, da qualche tempo, si diverte molto con il "Fimo" che è una sorta di plastilina, o di Das, molto plasmabile che però indurisce in forno. Un giorno, le ho chiesto: ma percè non fai qualche oggetto per me, a tema birrario ovviamente? E stamane, voilà!!


 



La foto non rende bene i colori (devo imparare a settarli sul cellulare, o decidermi a comprare una macchinetta fotografica digitale!!). Il mio "ciondolino" preferito tra i due è la Stout a destra, mentre secondo me, il calice belga a sinistra sarebbe venuto meglio con un "contenuto" più chiaro. Mia moglie mi ha comunque promesso che ci riproverà!!.


ciao


 


Tony


 

Ok, facciamo un passo indietro: la mia storia di Homebrewer (parte ultima)

Il "successo" della Bavarian Weizen mi dà lo spirito giusto per provare a sottoporre qualcosa a chi è più esperto. E quale occasione migliore del concorso di Gragnano, edizione 2007? Non solo è il concorso più vicino come data, ma anche territorialmente (sono circa 150 km da Fondi), il che mi permetterebbe di portare direttamente sul luogo le mie "creature" e di evitare di celarmi nuovamente dietro la scusa della perdita di qualità durante la spedizione !!! :-PPP


Dunque, con qualche leggera modifica -un pò più di malto secco per migliorare corpo e schiuma- rifaccio la cotta, con le stesse quantità, ma riciclando il lievito dalle bottiglie della cotta precedente. Un paio di settimane dopo aver imbottigliato provo anche a rifare la Better Bitter Ale, cioè quella portata con insuccesso al concorso di Massarosa -ovviamente opportunamente modificata-.


La cazzata -che non manca quasi mai in ogni cotta che faccio- stavolta la faccio proprio sulla Bitter: preso da una sana allegria domenicale, dimentico completamente di aggiungerci la quantità prefissata di zucchero di canna. Me ne accorgo -naturalmente- quando vado a misurare la densità prima di iniziare la fermentazione, troppo tardi cioè per fare qualcosa!! :-(((


Decido di portarla ugualmente a Gragnano. "Portala pure, che ti importa" -mi incoraggia il mio amico Mario, concorrente anche lui con svariate birra al concorso- "è pur sempre un'occasione per avere giudizi da esperti che non si incontrano tutti i giorni!!".


Finalmente arriva il gran giorno, preceduto dal corso all'grain tenuto a Gragnano sabato 7 ottobre dall'ottimo Luigi Serpe di Maltovivo. Ho scritto un ampio report che si può trovare sul newsgroup it.hobby.birra. oppure sul forum del sito www.domozimurghi.org .


Volete sapere com'è andata? QUARTO CLASSIFICATO!!!!! E chi se lo sarebbe mai aspettato?!?!? Proprio io che speravo almeno di essere classificato!! Un successo riscosso dalla mia Weizen, mentre la Bitter è scivolata verso le ultime posizioni.. :-(((


Eccomi qui dunque, oggi, alle prese con un nuovo esperimento. Siccome la Mild mi è rimasta "indigesta", ho ripreso la ricetta, ma ho provato a fare una cosa che -ancora una volta- ho visto su www.basicbrewing.com: in pratica una e+g con una bollitura di soli 15 minuti. E visto che nel video -da buon americano- James Spencer ha utilizzato una "generosa" luppolatura, ci ho provato anch'io!! Questa la ricetta:


15 minute Brown Ale











































































Brewer:



Tony Manzi



Email:



-



Beer:



15 minute brown ale



Style:



English Brown



Type:



Extract w/grain



Size:



3 liters



Color:












68 HCU (~27 SRM)



 







Bitterness:



20 IBU



OG:



1.045



FG:



1.012



Alcohol:



4.3% v/v (3.4% w/w)



Grain:



100g Dextrine malt (Cara-Pils)

80g British crystal 50-60L

20g Belgian chocolate

5g Roasted barley



Boil:



15 minutes



SG 1.027



5 liters



300g Amber dry malt extract



Hops:



7g Cascade (6% AA, 15 min.)

3g Cascade (aroma)



Yeast:



safale 04 Fermentis



Log:



Dry - hop gr. 3.0 Cascade pellets




 


Martedì scorso l'ho imbottigliata e....cazzata!! Non ho filtrato il dry-hopping per cui in alcune bottiglie mi ritrovo "pezzi" non meglio identificati (luppolo? resine? boh!?!?!?)...Come verrà?!?! Ai posteri ( e al mio palato + stomaco) l'ardua sentenza!!! Comunque, questa la foto delle bottiglie:





Questa volta, non mi sono impegnato molto per le etichette. Ho utilizzato quelle già pronte che si comprano in cartoleria, con le righe da riempire a penna. Io ci ho scritto: "15 Minute Cascade Brown Ale".



Ciao



Tony


Ok, facciamo un passo indietro: la mia storia di Homebrewer (parte II)

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah, sì! Dopo il concorso di Massarosa, navigando tra i siti americani di homebrewing, trovo su www.basicbrewing.com un'idea che letteralmente mi fulmina: i mini-batch. In sostanza, gli autori di questo sito -due noti homebrewer dell'Arkansas- in una serie di video si cimentano in una "six-pack IPA", cioè in una cotta di Ipa -estratto + grani- di circa 5 litri, per ottenerne circa 3 litri finali. Quanto basta insomma per avere 6 bottiglie da 33cl (six-pack).


Un metodo -spiegano- utile soprattutto per sperimentare: "Alla fine -dicono James Spencer e Steve Wilkes, i due "host" dello show- potete sperimentare più volte una stessa ricetta, utilizzando una quantità minima di ingredienti. Se l'esperimento non dovesse riuscire..bè, alla fine avete sprecato solo alcuni litri di birra".


Mi si accende la classica lampadina sulla testa: è perfetto per me, perchè già faccio fatica a bere in quantità, senza pensare al fatto che con i mini-batch potrei birrificare più spesso e continuare quella sorta di cammino che faccio di volta in volta per fare esperienza con gli ingredienti.


Ok, dunque, è fine giugno, quindi mi attrezzo prima comprando delle damigianette in vetro da 5 litri, e poi con una piccola pentola che uso solo io. Tocco finale, il vecchio frigorifero di mia madre che, con circa 40 euro, modifico per controllare la temperatura anche in estate (da me i 38-40° C si toccano con estrema facilità). Questa la foto riassuntiva della mia piccola strumentazione.



Faccio, tra giugno e luglio, una Mild (la ricetta, ovviamente ri-proporzionata per il mini-batch è la Clone Boddington's nelle mega-faq di www.hobbybirra.it), una summer cinnamon ale, ed una bavarian weizen.


Queste le ricette delle ultime due, formulate con il "Recipator" dal sito americano brewery.org:


Summer Cinnamon Ale





































































Brewer:



Tony Manzi



Email:



-



Beer:



Summer Cinnamon Ale



Style:



-



Type:



Extract w/grain



Size:



4 liters



Color:












19 HCU (~11 SRM)



 







Bitterness:



20 IBU



OG:



1.048



FG:



1.010



Alcohol:



4.9% v/v (3.8% w/w)



Grain:



100g British crystal 50-60L



Boil:



minutes



SG 1.032



6 liters



580g Light malt extract



Hops:



5g Cascade (6% AA, 60 min.)

3g Cascade (aroma)



Other:



 1 tsp cinnamon




 



My Hefe-Weizen

































































Brewer:



Tony Manzi



Email:



-



Beer:



My Hefe-Weizen



Style:



hefe-Weizen



Type:



Extract w/grain



Size:



3 liters



Color:












6 HCU (~5 SRM)



 







Bitterness:



28 IBU



OG:



1.047



FG:



1.012



Alcohol:



4.5% v/v (3.5% w/w)



Grain:



32g Dextrine malt (Cara-Pils)

16g British crystal 50-60L



Boil:



minutes



SG 1.028



5 liters



316g Wheat extract

100g Light dry malt extract



Hops:



4g Hallertauer Hersbrucker (5% AA, 60 min.)

4g Hallertauer Hersbrucker (5% AA, 15 min.)




 


Sulla Mild, deve essere accaduto qualcosa: forse qualche difetto in fase di sanitizzazione, forse troppo lievito (un pacchetto intero di lievito secco Muntons Gold), sta di fatto che all'odore aveva un non so che di "gomma", o meglio "elastico". L'unica descrizione che sembra meglio adattarsi è stata quella di "band-aid" o "cerotto": in internet leggo che viene da una sorta di interazione tra lievito e sanitizzanti (ho usato il metabisolfito senza risciacquo). Ma la migliore descrizione dell'odore me la da il mio amico Mario (in internet, "Ernia61"): odore di olive in salamoia!! Non proprio invitante, vero? :-)))



Anche la Cinnamon Ale aveva lo stesso difetto, ma moolto meno percettibile: infatti quelle poche bottiglie tirate fuori a cena, fuori in giardino, sono andate a ruba!! Ma la migliore è stata la Bavarian Weizen: ho convinto persino i più scettici dei miei parenti!!




Ok, facciamo un passo indietro: la mia storia di Homebrewer (parte I)

Come da titolo: vi racconto come sono arrivato fin qui.


"Ti faccio assaggiare una birra particolare: pensa che ha il lievito nella bottiglia, e si vede!!" Parlavamo dei tempi dell'università e delle incursioni nei pub, delle vecchie amicizie, ecc.ecc.. Si parlava di birre particolari ed io gli raccontai di quando a Roma, per alcuni anni, si è tenuta dalle parti di Piramide, una manifestazione estiva promossa (credo) dall'ambasciata irlandese in Italia. Mercatini, memorabilia varia, stand e, ovviamente, birra irlandese. "Era bello vedere la faccia delle ragazze quando ti servivano la Guinness e dal bicchiere trasparente di plastica sembrava decantasse il fango!!" gli raccontavo. E fu così che qualche giorno dopo, l'amico si presentò a casa con una bottiglia di Bonne Esperance (spero di aver scritto bene, non ho voglia di andare a controllare :-PPP). Effettivamente c'era sul fondo una sorta di "fanghiglia" marroncina...comunque , inutile dirlo, la birra mi piacque molto!


Qualche giorno dopo, mi ricordai che alcuni amici di Fondi mi avevano raccontato che avevano provato a fare la birra in casa, ma la cosa non venne tanto bene. Mi sorpresi a ridere pensando alla risposta che mi dettero quando gli chiesi com'era venuta :"E chi l'ha assaggiata!! Dopo qualche giorno siamo andati a vedere, e nel tino c'erano due topi morti affogati!!!" Così cercai su Internet e...arrivai a www.hobbybirra.it ed ai siti di Max Faraggi e Davide Bertinotti. Dopo alcune settimane avevo già cominciato a fare intrugli in cucina con i kit presi da www.mr-malt.it.


Il primo kit fu una bitter della Black Rock. Non male, ma non era quello che cercavo, anche se, a dire il vero, non sapevo ancora cosa era quello che cercavo...sicuramente non era quella birra. A Roma comprai dall'Oasi della Birra a Testaccio due latte della John Bull: una bitter e del malto liquido light, oltre a svariate birre, tra le quali provai per la prima volta Orval, Westmalle, e Hoegaarden.


La birra che venne fuori mi piacque di più della precedente. Nonostante ciò, per svariati motivi non birrificai per oltre un anno. Quando mi decisi a rispolverare (letteralmente) l'attrezzatura, decisi di passare alla tecnica dell'estratto malto + grani speciali. Un pò di giri sulla rete e decisi di provare una ricetta dal sito dell'ottimo Max Faraggi: "bitter -non troppo- ale". L'idea era quella di prendere questa ricetta come base, per poi provarla di volta in volta con ingredienti diversi, per imparare meglio e prendere confidenza con le varie procedure.


Alla terza volta, (dopo molti errori) e con qualche modifica, mi viene un prodotto che mi soddisfa,  e per questo decido di verificare i guidizi spedendone un paio di bottiglie al concorso di Massarosa di quest'anno. La birra purtroppo soffre il viaggio ( no, non è una scusa: l'ha scritto anche Kuaska nella scheda. :-PPP) e si classifica nelle ultimissime posizioni.


Però, con l'aiuto di mia moglie Paola, ci siamo sbizzarriti nella creazione delle etichette. Almeno la bottiglia poteva fare la sua porca figura, prima dell'assaggio!!! Eccovi una foto delle bottiglie -con relative etichette- incriminate:



Alla prossima puntata!!


 


Tony