“Allora Tony, sei dei nostri sabato?” L’sms di Lorenzo Bottoni arriva mercoledì 16 giugno, proprio mentre mio fratello sta prendendo accordi per un appuntamento di lavoro per…sabato 19! “Ecco, che tempismo…” penso tra me e me, “ho appena perso l’occasione per avere il sabato libero e fare un salto in Svizzera per l’inaugurazione del Birrificio Ticinese”. Ma ecco che, mentre vedo sfumare l’immagine di me che arrivo in terra elvetica, mio fratello mi dice sconsolato che l’appuntamento è saltato a sabato 26. Faccio la faccia contrita d’ordinanza mentre l’immagine di cui sopra si rimette a fuoco nella mia mente più chiara che mai. Sto per chiamare Lorenzo, ma il cellulare squilla improvvisamente nella mia tasca, con la voce robotica che mi annuncia la chiamata del sig. Bottoni. Gli do la buona notizia e corro subito in agenzia per prenotare il treno.
Sabato 19 giugno, ore 3,15 a.m.
“Dunque, ho preso tutto? Ma sì dài, ho messo tutto nel borsone ieri sera..aspetta, vediamo..” E’ difficile ragionare con solo tre ore di sonno sulle spalle, anche se il risveglio è stato meno traumatico del previsto. Esco di corsa e proprio mentre la mia Scénic sta per oltrepassare il cancello, mi torna in mente ciò che mi ronzava per la testa prima di chiudere il borsone. “La carta di identità, cazzo!” Inutile dire che il piccolo contrattempo metterà a serio repentaglio il calcolo fantozziano della mia tabella di marcia per prendere il treno. Alla fine fortunatamente riesco a prendere il treno in tempo, e sorrido mentre penso alla frase “Tutto è bene ciò che finisce bene” recitata con l’accento ticinese del poliziotto Hubert (Aldo, Giovanni e Giacomo). Ci sta a pennello! J
Il Frecciarossa mi porta puntualissimo a Milano Centrale e da lì mi sposto alla fermata Rho-Fiera dove ho appuntamento con qualcuno dello staff di Lorenzo. Arriva quel “qualcuno”: è Alessandra Litta, vero braccio destro di Bottoni. Dopo un paio di svincoli che ci riportano dove ci eravamo fermati (ma quanti svincoli in quel mega-deserto che è la fermata di Rho-fiera a quell’ora!) in men che non si dica siamo al birrificio, grazie ai “potenti mezzi” aziendali e alla guida esperta con gomme da neve (e provata dalle mie chiacchiere!) di Alessandra. Qui incontro e conosco subito la “Brigata Mobi” formata da Terry, Mengo e Putro. “Ce l’hai fatta!” mi accoglie Lorenzo Bottoni, quasi avessi attraversato la frontiera con l’Albania invece di quella con il Ticino J .
Un salto in albergo per una veloce rinfrescata, e in men che non si dica mi ritrovo con Mengo, Terry e Putro, con una costina di maiale cotta alla brace in una mano, ed un bicchiere di Bootlegger in un'altra. Le birre di Lorenzo le conoscevo già, ma la prima birra assaggiata della linea Bad Attitude mi ripaga già del lungo e faticoso viaggio!
I ragazzi del Mobi sono in formissima, e l’allegria regna mentre visitiamo il “Busillibus”, l’autobus glorioso a due piani vero simbolo british della “Swinging London”, oggi trasformato in una sorta di pub viaggiante.
Il tempo purtroppo non è clemente e pioviggina a tratti. Nonostante questo però, dalle 17 in poi il “parterre” erboso/fangoso brulica di gente, anche se le nuvole hanno già scelto –purtroppo- per conto di molti potenziali visitatori…. . Approfittiamo del gentile invito di Alessandra a visitare gli uffici del birrificio per sorseggiare con calma un caffè ristoratore. Uffici a dir poco eclettici: ognuno ha scelto la propria postazione in base ai gusti personali.
Per Lorenzo, legno scuro-antico con alcuni mobili riportati da Apricale, stile Ikea per gli altri occupanti, con gadgets pubblicitari in giro per la stanza, un orologio fissato sul soffitto ed alcuni grandi schermi di una noto marchio a forma di frutta del mondo dell’informatica! ;-)
Arrivano nel frattempo i partecipanti al convegno “Birra & Comunicazione”: finalmente ho modo ci conoscere gli autori di un podcast che seguo molto e volentieri, ovvero Aizercast, nelle persone di Antonio Simonetti e Fabio Torrengo. Con loro assaggio anche la Hobo –sempre linea “Bad Attitude”: la eleggo subito a mia preferita, vista la presenza del luppolo modaiolo-ma-buonissimo Nelson Sauvin, mixato magistralmente con un altro dei miei luppoli del cuore (o del palato? J ), l’Amarillo (si nota molto che sono in piena fase “luppolo”!?!?). Un apprezzamento –quello per la Hobo- che noto in molti presenti che affollano lo stand al “pian terreno” del Busillibus, la birra in una mano e l’ottimo cibo nell’altra (salame, grana a scaglie, pane e costine). Tutti all’aperto, in sfida diretta contro i nuvoloni che girano minacciose a cavallo del confine italo-svizzero. In questo contesto incontro e conosco finalmente di persona Luca del blog Birrophilia e Davide + consorte di La Bussola della Birra.
Torno verso il birrificio per assistere al “giro turistico” dell’impianto, ed ecco che, girato l’angolo, incontro Luigi D’Amelio, in arte Schigi, con la mitica felpa con su scritto “Chi beve birra campa 100 anni”.
Sotto al Busillibus incontro con molto piacere anche Matteo Bonfanti, che avevo conosciuto ed intervistato l’anno scorso a Pianeta Birra, per una tesi sul disciplinare per un marchio di qualità Unionbirrai. Due paia di mega-basette mi avevano indotto in errore non riconoscendolo immediatamente!! J
Il Birrificio. Ecco, al “giro turistico” arriva il mio primo crollo, il primo segnale forte che, quelle tre ore scarse di sonno non erano abbastanza per me. Sarà stata la voce calda ( e leggermente monocorde J ) di Lorenzo, saranno state le domande continue di uno strano individuo fisso in prima fila tra i presenti, sarà stato il tepore del chiuso dopo il fresco del prato…insomma, devo uscire, e di corsa!! Fortunatamente all’ingresso del birrificio incontro e conosco il mitico Laurent Mousson. Personaggio unico, Laurent. Vicepresidente dello European Beer Consumers Union, instancabile beer-hunter e studioso di tutto quanto ha a che fare con questo mondo luppoloso, fisicamente alto, possente, barba incolta, avvolto da un trench nero corredato da un cappello stile marinaro. E’ riuscito a tenermi sveglio con la sua conversazione amabile, mai scontata, e sugli argomenti più vari (a proposito, lo sapete? E’ anche uno studioso appassionato di storia, in particolare della seconda guerra mondiale!). Grande Laurent!!
Torniamo al Busillibus e ci accomodiamo al piano superiore per la conferenza-convegno. Per un approfondimento vi rimando ad un secondo apposito post (o meglio alla seconda puntata di Birradio dedicata al tema).
Prima però mi tocca sbobinare il supporto da 90 minuti che ho esaurito durante la registrazione dell’evento. Vi dico però che la discussione ed il “dibbatttito” –detto alla romana- è stato abbastanza animato, con la discussione che ha “virato” dalla comunicazione alla questione prezzi, al bisogno di tornare a formare una nuova causa comune a tutte le parti in causa a favore di una maggiore diffusione della conoscenza della birra artigianale italiana verso una platea più ampia.
Per chi volesse approfondire, in rete a breve dovrebbe esserci più di un report oltre alle immagini dell’incontro grazie alla telecamera di BQTV di Paolo Polli.
Al termine della conferenza, tutti giù a cenare e ad accompagnare il pasto con le birre Bad Attitude. Con me, Antonio e Fabio di Aizercast e Luca di Birrophilia, con i quali discutiamo di quanto appena ascoltato, oltre a pensare ad eventuali progetti futuri comuni. Sul fronte birre, altro mio plauso personale per la Two Penny, porter gradevolissima che ha ottimamente tenuto testa alle costine e alle salsicce del menù “Carnivoro” che avevo scelto. Veramente bilanciata nel tostato-cioccolatoso, con quel profumo dato dai malti scuri che maledettamente non riesco a tirare fuori dalle mie pseudo-produzioni casalinghe!! Ottimo anche l’accompagnamento musicale, con il blues dei ragazzi di The Flag. Alla fine, un nuovo giro al birrificio per il caffè –offerto da una “stoica” Alessandra che rimane ancora un po’ agli impianti per fare da “Cicerone” ad un nutrito gruppo di amici. Talmente stoica da chiedere al marito se poteva darci lui un passaggio in albergo (Laurent Mousson e me).
Domenica 20 giugno, ore 9,30 circa
“Tony, ci sei? Noi scendiamo per colazione, sei pronto?” a bussare alla porta della mia stanza sono Terry, Mengo e Putro. Come d’accordo, ci eravamo lasciati la sera al birrificio con la promessa che chi si fosse svegliato per prima avrebbe bussato alla porta degli altri. Scendiamo a fare colazione e, davanti ad un cappuccino fumante e ad un cornetto, si commenta la serata precedente. Gli racconto di come è andato il “dibbbbattito” e di come la discussione si sia incentrata sulla necessità di una maggiore coesione dei micro-birrifici nel portare avanti iniziative comuni. I ragazzi mi raccontano delle infinite risate al piano di sotto del Busillibus con Schigi in gran forma, e poi del loro breve tour presso il locale-pub del Birrificio Italiano, subito dopo aver lasciato la festa a Stabio. Poco dopo scende nella hall dell’albergo anche Laurent Mousson, mentre arriva trafelata Alessandra, con l’ordine perentorio del sub-comandante a condurci a Stabio al birrificio prima, (dove ci incontriamo con Lorenzo) e a pranzo al locale Birraria (a Mendrisio) poi.
La strada per Mendrisio è trafficata, con le immancabili code –mi racconta Alessandra- dovute alla transumanza di italiani ed elvetici verso un grande outlet proprio nei pressi del locale Birraria. Alessandra e Laurent mi fanno notare come, anche con il traffico e la coda- il fiume di automobili si muova sempre ben ordinato, con i cenni cortesi di chi ti lascia la precedenza in una rotatoria nonostante potesse entrare (ed intasare ulteriormente la fila, n.d.r.). “In Italia avrebbero già suonato il clacson o mi avrebbero fatto dei gestacci” ride Alessandra.
Locale molto ampio, tutto legno e tubazioni color rame. Lorenzo ci mostra dove una volta c’era l’impianto di produzione, con una curiosa tubazione lunga svariate decine di metri per spostare il mosto dalla sala cottura (a vista nel locale) fino ai locali di fermentazione e stoccaggio. Un pranzo per me relativamente veloce in quanto devo tornare alla stazione centrale di Milano entro le 15 per il Frecciarossa di ritorno. Faccio in tempo però ad assaggiare alcuni formaggi che il buon Laurent ha portato con sé, insieme ad alcune bottiglie di birra di un birrificio artigianale con cui collabora alla stesura delle note di degustazione per le etichette. Inutile dire che i formaggi (i cui nomi –mi scuserà Laurent- proprio non ricordo J ) erano sublimi, come anche la birra ( Io avevo ancora una Hobo davanti, ma anche tra quelle portate da Laurent mi è piaciuta molto una ale..). Ottima fine per un viaggio che mi ha per nulla affaticato, ma tanto appagato. L’ospitalità di Lorenzo, Alessandra (che ha sfidato tutti gli autovelox lungo l’autostrada per riportarmi a Milano) e di tutto lo staff è stato ai limiti del commovente, la loro compagnia –nonostante li conoscessi tutti da poche ore- mi ha scaldato il cuore tanto da sembrare che ci conoscessimo da anni. Rimango sempre basito riguardo alla forza aggregante e socializzante della birra artigianale, ma questa volte credo veramente che ci si sia spinti molto oltre. Spesso si dibatte sulla qualità della birra artigianale, sostenendo che a fare la differenza è la passione ed il cuore nel fare il prodotto. E che quando questi elementi si percepiscono, si riesce a dare il giusto valore intrinseco (non sto parlando di prezzi, OVVIAMENTE!!) a ciò che si ha nel bicchiere. Bè sarà difficile credermi, ma tutti questi elementi –se mai non li avessi sentiti già prima nei prodotti di Apricale- nella bottiglia, nella lattina, nel bicchiere, a Stabio si sentono tutti. Ve lo assicuro!
Tony
RispondiEliminaI Formaggi ?
- Chaux d'Abel
http://www.terroir-jurabernois.ch/modules/catalog/detail.asp?ID=1872
- Erguel
http://www.terroir-jurabernois.ch/modules/catalog/detail.asp?ID=2397
Both made from raw milk and produced in the mountains to the north and north-west of where I live.
Well, mate, it was really cool to have a longer chat with you. Really.
Keep in touch. Cheers !
Laurent
RispondiEliminaToni, per me è stato un piacere conoscerti!
Bell'articolo!
Terry
@Terry:
RispondiEliminaE' stato un vero piacere anche per me, siete riusciti in pochissimo a farmi sentire veramente tra amici. Impagabile. Vuol dire che, non appena ci si rivede, vi porto in regalo sei (6) bottiglie di birra :-PPP
@ Laurent
Thanks for the good chat, the cheese and the book recomendations!! Hope to see you soon again :-)
ciao
Tony
Grande Tony! Bella giornata davvero, bella compagnia e buona birra, cosa desiderare di più? Che si ripeta no? :-) Dai, organizziamo questo BeerCamp!
RispondiElimina
RispondiEliminaGrande Tony, è stato un piacere fare una chiacchierata con voi tutti prima e dopo la riunione. Per il BeerCamp, dovremmo davvero organizzarlo. Ridi e scherza ce ne sarebbero parecchi di beerblogger italiani da contare! :)
RispondiEliminaAehm, ho sbagliato qualcosa nel lasciare il commento precedente, comunque sono Luca :)
A presto!